Cospito, no ai domiciliari: il suo digiuno è strumentale. La decisione del Tribunale di sorveglianza

MILANO – Alfredo Cospito non potrà scontare la sua pena agli arresti domiciliari per ragioni di salute. Il Tribunale della Sorveglianza di Milano ha respinto la richiesta di differimento della pena ai domiciliari presentata dalla difesa. Nel provvedimento letto dall’AGI si fa riferimento alla “strumentalità” dello sciopero della fame che “è assolutamente certa e ha dato corso alle patologie oggi presenti”.

La “dignità” del detenuto Alfredo Cospito “è preservata dall’attuale ricovero ospedaliero che è stato disposto proprio per garantirgli il massimo grado di tutela del suo diritto alla salute posto che, solo grazie a tale modalità detentiva, è possibile effettuare il monitoraggio costante delle sue condizioni di salute e garantire così l’immediato intervento del personale sanitario in caso di insorgenza di complicazioni”. “Non risulta” che “sia limitato, se non per le restrizioni connesse al regime speciale nelle relazioni coi familiari attraverso i colloqui visivi, nei colloqui costanti coi difensori, col medico di fiducia e col personale sanitario”. Alfredo Cospito combatte la sua battaglia “al fine di provocare gli effetti di un cambiamento a livello giudiziario, politico e legislativo” in relazione al 41 bis da uomo “lucido”. Secondo i giudici di Milano, l’anarchico non presenta “alterazioni né della percezione né acuzie psichiatriche e appare consapevole dei rischi connessi alla prosecuzione del regime dietetico”. La motivazione del suo digiuno, come dimostra anche il suo proclama a favore dei compagni di 41 bis “vecchi e malati”, “è frutto di un ragionamento preordinato e consapevole”.

Smontato anche il sostegno strumentale e politico offerto al detenuto anarchico dalla delegazione Pd formata dalla capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, dai deputati Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia,  Silvio Lai e il senatore Walter Verini, che avevano visitato Cospito in carcere, garantendo il loro sostegno.

Si attendono altre proteste violente da parte degli anarchici, appoggiati dalle sinistre.


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