Europa: inflazione, crisi energetica, guerra Ucraina, siccità. La tempesta perfetta spinge verso il disastro

Dal telegiornale Euronews e non da tweet dei sovranisti Orban, Salvini o Meloni, traiamo la notizia che guerra in Ucraina, sanzioni economiche, inflazione, ricatto energetico, siccità estrema stanno portando alla rovina la vecchia Europa, compresa l’Italia di Draghi.
Afferma il media europeo che “a un certo punto l’alternativa, per alcuni cittadini europei, sarà tra mangiare e riscaldarsi. A meno che non si trovi una soluzione alla crisi energetica, scatenata da numerosi fattori. L’Europa non sa cos’altro fare per proteggersi dalla tempesta perfetta che si sta scatenando sui prezzi dell’energia e che per molti cittadini si presenta come una minaccia esistenziale per il prossimo inverno”.
“Siamo in una guerra energetica con la Russia che sta danneggiando l’intera UE”, twitta Jozef Sikela, ministro dell’Industria della Repubblica Ceca.

Alcuni Paesi saranno più in difficoltà È il caso della Francia, un Paese fortemente dipendente dall’energia nucleare. La chiusura di numerosi reattori per esigenze di manutenzione ha fatto schizzare il costo per megawattora a 900 euro sul mercato dei futures, dieci volte più alto di un anno fa.
Così come la Germania, fortemente dipendente dal gas russo. I continui tagli alle forniture da parte di Gazprom e la prevista chiusura del gasdotto Nordstream il 31 agosto dipingono un quadro a tinte fosche.
Ma neppure l’Italia, secondo Paese in Europa per la dipendenza dalla forniture russe, se la passa benissimo.

“Come se non bastasse, le energie rinnovabili hanno subito le conseguenze di una delle estati più calde e secche a memoria d’uomo. I fiumi si sono prosciugati, senza energia per muovere le centrali idroelettriche a pieno regime e Il vento, da parte sua, è stato il grande assente durante le successive ondate di calore che hanno scosso il continente”, nota il network europeo.
Questa la situazione che affligge l’Europa e i suoi cittadini, in parte per i cambiamenti climatici, ma in parte per il sostegno indiscriminato e in parte autolesionista che von der Leyen e molti leader europei stanno dando all’Ucraina di Zelensky, bracissimo, dal canto suo, nella propaganda contro Putin. Ma molti pensano, a ragione, che il presidente ucraino sia teleguidato da Biden e dalla Nato.

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