Invasione clandestini, anche il Regno Unito in difficoltà. Il ministero dell’interno sotto accusa, come in Italia

L’arrivo in massa dei clandestini costituisce un problema grave non solo in Italia, dove il ministro Lamorgese è impotente a contrastare l’invasione. Anche nel Regno Unito rapporti indipendenti dichiarano le autorità “sopraffatte” e “inefficaci” di fronte agli arrivi di migranti.
Vecchie attrezzature, procedure poco padroneggiate, attrezzature inadeguate… Due rapporti indipendenti pubblicati giovedì hanno travolto le autorità britanniche, presentate come incompetenti, persino controproducenti, per quanto riguarda la gestione degli arrivi di migranti nel Regno Unito.

La risposta del Regno Unito ai crescenti arrivi di piccole imbarcazioni di migranti sulle sue coste è stata scarsa. Questa la conclusione di un’indagine indipendente, pubblicata giovedì 21 luglio oltremanica, condotta sulla gestione dei richiedenti asilo da parte di Londra.
Questo rapporto, commissionato dal ministro dell’Interno britannico Priti Patel, rivela l’incapacità delle autorità di gestire il numero sempre crescente di persone in fuga, in particolare dall’Afghanistan, dalla Somalia e dall’Iraq, per chiedere asilo nel Paese.
L’autore di questo rapporto, David Neal, ispettore capo delle frontiere e dell’immigrazione, non va di pari passo. “Il volume [degli arrivi] è senza precedenti e in alcuni giorni il sistema è chiaramente sopraffatto”, ha affermato.
Secondo l’esperto, i metodi utilizzati dalle autorità britanniche per raccogliere informazioni sui migranti sono “catastrofici”. Le apparecchiature di sicurezza utilizzate sono troppo vecchie e “non affidabili”, per quanto riguarda le procedure, sono mal controllate, ribatte David Neal, che considera queste carenze “imperdonabili”.
Più di 200 migranti sono fuggiti, in soli quattro mesi, dagli hotel in cui alloggiavano dopo essere arrivati, rivela il rapporto. Altri non sono stati sottoposti a processi di identificazione biometrica.
Quel rapporto è arrivato sulla scrivania di Priti Patel lo scorso febbraio, cinque mesi fa, con l’obiettivo di essere pubblicato ad aprile, ma il Ministero dell’Interno è stato lento a tenere conto delle sue scoperte, ha detto David. Quest’ultimo si è detto “frustrato” da questa lentezza.
Il Ministero dell’Interno, dal canto suo, ha affermato di aver accettato tutte le raccomandazioni di David Neal e di aver già cambiato il modo in cui trattava i migranti che arrivavano in gommone.

Successivamente un altro rapporto indipendente ha tracciato una valutazione molto critica dell’azione delle autorità britanniche. Secondo questo documento, redatto dall’ex ministro dell’immigrazione australiano Alexander Downer, le forze di frontiera (Border Force, in inglese) non riescono a uscire da un funzionamento di “crisis management”, e lavorano in maniera “non ottimale”. Conclusioni: sono stati totalmente “inefficaci” in termini di gestione dell’arrivo dei migranti sull’isola. Peggio ancora, sono stati “forse controproducenti” e le loro azioni non hanno dissuaso i migranti dall’intraprendere la traversata della Manica, tutt’altro. Tuttavia, il rapporto non fornisce esempi concreti di questa “controproduttività”.

In Italia invece non si pubblicano rapporti indipendenti, tutto tace, a parte le proteste della Lega, vox clamans in deserto. Le sinistre, la magistratura, la Chiesa non si oppongono all’invasione, e chi ci rimette sono i cittadini italiani.

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