Obbligo vaccino ultra50enni: possibili problemi di costituzionalità e privacy per intervento Agenzia Entrate

Sono noti i dubbi di costituzionalità in merito ai vari Dpcm che hanno regolato, ai tempi del governo Conte2, la gestione della pandemia, dando pieni poteri all’avvocato fiorentino. La Consulta, con sentenza del 2021, ha poi deciso che, nella versione corretta dell’ultimo periodo, anche i Dpcm potevano essere utilizzati, in caso d’urgenza, per intervenire a tutela della salute dei cittadini.

Col governo Draghi, in occasione dell’emanazione dell’ultimo decreto legge, che ha sostanzialmente imposto agli ultra50enni la vaccinazione obbligatoria, molti hanno sostenuto l’illegittimità dell’obbligo e delle sanzioni, e qualcuno ha già presentato ricorso alla magistratura.

Un parere autorevole su questo tema, che sta facendo discutere ed è fonte di polemica, viene dal Presidente emerito della Consulta, Antonio Baldassarre, secondo il quale «non pongono questioni di legittimità costituzionale l’obbligo vaccinale per gli over 50 e le ulteriori limitazioni che entreranno in vigore per i no vax, visto che si richiederà il green pass rafforzato per una serie di attività, a cominciare dall’accesso ai mezzi pubblici di trasporto».

Baldassarre, invece vede problemi di tenuta costituzionale rispetto alla norma che prevede l’accesso dell’Agenzia delle entrate per le multe destinate a chi non rispetta l’obbligo di sottoporsi alla somministrazione delle dosi ai dati dell’anagrafe vaccinale di competenza del ministero della Salute.

La norma che impatta di più è l’obbligo vaccinale per gli over 50: contrasta con la Costituzione? «Il problema è di facile soluzione- risponde Baldassarre- Se è una misura proporzionale al danno che ,secondo gli esperti, le persone ultra 50enni soffrono in grado maggiore degli altri ,è costituzionale. Se invece alla base c’è un’ opinione diversa non c’è proporzionalità. Ma io credo che la prima soluzione sia la più corretta. La misura dell’obbligo c ‘è in quanto si ritiene che per un ultra cinquantenne il possibile danno dall’incontrare la malattia è molto più grave che non in altri casi .Quindi il principio di proporzionalità è salvo».

Quanto alle ulteriori restrizioni che  saranno in vigore per chi non si vaccina,  «la Costituzione prevede la possibilità di fronte a epidemie gravi come può essere il Covid 19 , di introdurre con legge limitazioni generali ai diritti fondamentali, anche e soprattutto alla libertà di movimento, l’importante è che ciò sia fatto con un atto legislativo o con una base legislativa. Si può intervenire anche con un atto amministrativo che ha come base una legge. Se si tratta di un decreto legge è conforme a Costituzione, se invece è un decreto amministrativo bisogna vedere se la legge prevede una idonea base. Più problematica invece la norma sull’accesso dell’Agenzia delle Entrate ai dati sui non vaccinati del ministero della Salute, non essendo stato previsto un obbligo vaccinale per tutti, che invece sarebbe stata la via maestra. Che l’Agenzia delle Entrate possa accedere a dati sensibili di un altro ufficio amministrativo, che attengono alla salute e alla libertà di cure della persona qualche problema lo pone dal punto di vista della legittimità costituzionale».

Potrà essere questo il fondamento per impugnare le multe dell’Agenzia delle Entrate agli ultra 50enni che non si vaccinano? «Secondo me si, ma si deve tenere presente che di fronte a epidemie gravi, come questa, la giurisprudenza tende a andare al ribasso, ad applicare le leggi sempre che che non ci sia una ricaduta pesante sull’epidemia stessa».

Il Presidente emerito fa capire che la Consulta e le magistrature in questi casi, come è successo in passato, potrebbero  favorire la tesi governativa. Anche se dovrebbero valutare prioritariamente la costituzionalità della legge e la sua applicazione, senza valutazioni para politiche.

In passato forse accadeva così, ma da qualche tempo (vedi pronunce sui tagli alle pensioni) la Consulta ha prestato molto spesso ascolto più alle tesi dell’Avvocatura dello Stato, a difesa del governo, che alla valutazione di legittimità,  che sarebbe la sua funzione primaria. Speriamo che questa tendenza sparisca al cessare delle emergenze, ma non ne siamo tanto sicuri. Le maggioranze governative, di qualsiasi colore, cercheranno di perpetuare questa discutibile abitudine, ormai inveterata dal 2016.

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