Covid, Iss: in aumento i casi tra gli operatori sanitari

Da due settimane segna un costante aumento la percentuale di casi di Covid tra gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione. Nell’ultima settimana sono stati oltre seimila in più, passando dall’1,8% al 2,1% del totale dei casi. Lo indica l’Aggiornamento nazionale sull’epidemia in Italia dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui a livello generale i nuovi casi aumentano da undici settimane consecutive.

Nursing, il sindacato degli infermieri condanna l’azione insufficiente di governo e regioni.

Per non parlare poi del fallace sistema degli screening, legati sia ai tamponi che alle misurazioni anticorpali, queste ultime sporadiche, talvolta quasi inesistenti. Il quadro che emerge dalla nuova inchiesta targata Nursing Up, attraverso nostri referenti regionali, è davvero desolante, perché si registra di fondo la mancanza di un piano sinergico di coordinamento da parte del Ministero della Salute e tutto è affidato ancora una volta alla molto discutibile discrezionalità delle aziende sanitarie!.

” I dati dell’Istituto Superiore Sanità sono inconfutabili, adesso fanno davvero paura: siamo passati da 13.720 operatori sanitari contagiati ogni 30 giorni il 4 gennaio scorso, allo spropositato numero di 20.179 dopo soli 3 giorni, il 7 gennaio 2022.  Praticamente 6459 operatori sanitari in più sono stati infettati in sole 72 ore, e quindi ben 5296 infermieri! Cosa sta accadendo? Perché gli operatori sanitari si contagiano alla velocità della luce, e con un ritmo decisamente diverso e nettamente superiore rispetto a quello con cui si infettano gli altri cittadini? Colpa solo della virulenza della nuova variante? Proviamo a riflettere concretamente sulle reali condizioni di sicurezza che i datori di lavoro dovrebbero garantire, più che mai in questo delicato frangente, ai nostri infermieri, ingabbiati tra turni massacranti anche di 12 ore, laddove le condizioni fisiche, lo stress e la stanchezza impattano senza alcun dubbio sulle difese immunitarie dei nostri professionisti della salute, esponendoli come marionette inermi al rischio contagio. 

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