MACRON FA IL BILANCIO DEL SUO MANDATO

Un Emmanuel Macron in assetto da campagna elettorale si è presentato sugli schermi del primo canale televisivo francese per un bilancio del suo mandato anche in vista delle imminenti elezioni all’Eliseo. Il presidente non ha però formalizzato la candidatura al prossimo quinquennio. La sua rielezione nessuno la dà per scontata. Dalle riforme economiche al Covid-19 passando per lo scontro con i “gilet gialli”, ha difeso i risultati del suo mandato e rigetta le critiche di fondo.

Il panorama politico a pochissimi mesi dal voto

L’estrema destra raddoppia – con Eric Zemmour che affianca Marine Le Pen -, i Républicains riprendono vigore con la candidata Valérie Pécresse, ed Emmanuel Macron si sposta a sinistra. “Non sono il presidente dei ricchi”, insorge respingendo l’accusa ricorrente dei suoi oppositori. Un marchio d’ “infamia” che anche l’ex presidente Hollande gli aveva cucito addosso. Poi insiste sulle sue “ambizioni per la Francia”,che deve essere un Paese “forte” ma “giusto”. Fa autocritica su qualche gaffe negli scontri con contestatori e dimostranti ad inizio mandato, ma tesse l’elogio dei francesi, dai quali ha “appreso tanto in questi 5 anni”, imparando “ad amarli”. È troppo tardi?

Il dorato set all’Eliseo

L’intervista di circa due ore, registrata all’Eliseo, faccia a faccia con due giornalisti di TF1, è andata in onda in prima serata ma l’opposizione – soprattutto di destra – aveva fatto fuoco e fiamme da giorni. Contestando che al candidato non dichiarato Macron sarebbe stato concesso un tempo di parola negato ai concorrenti. Il capo dell’Eliseo è stato attento a non argomentare troppo sui temi che richiamare la campagna elettorale. A domanda precisa su cosa ci si debba aspettare da lui ora che tutti i principali candidati sono scesi in campo, ha risposto: “Se la domanda è: ‘lei ha ambizioni per il Paese al di là del prossimo aprile?'”, la risposta è ‘ma certamente, ovvio!'”, ha detto Macron. “Ma – ha aggiunto – in un momento in cui c’è molta agitazione, molto risentimento, ho davanti decisioni difficili da prendere per superare la quinta ondata” del Covid.

La politica alla prese con la pandemia

Proprio sulla pandemia sono state le prime domande alle quali Macron ha risposto, ribadendo che “la vaccinazione dei bambini è auspicabile, ma non obbligatoria”. Poi ha ricordato i momenti difficili, quelli della prima ondata, vissuta scrutando “il virus che arrivava in Italia, con la morte che era in agguato”. E ha parlato dell’altra grande crisi del suo mandato, quella dei gilet gialli, della “violenza estrema” di alcune manifestazioni, ma ammettendo errori e frasi “che possono aver causato sofferenza in altre persone”. Un mea culpa che si è però accompagnato ad un’accorata autodifesa: “Non siamo quelli delle nostre caricature, io non sono mai stato il presidente dei ricchi. So da dove vengo”, ha aggiunto, sottolineando di essere ambizioso per il Paese, che deve essere “forte economicamente ma un Paese giusto”.

Lo strapiombo della riforma delle pensioni

Trapelano dalle parole del presidente francese rimpianti per la riforma che avrebbe voluto fare prima di ogni altra, quella delle pensioni, che dopo le contestazioni di piazza si è arenata sulla crisi sanitaria e le sue difficoltà: “C’è bisogno di una semplificazione”, ha detto. Infine, di nuovo provocato sulla discesa in campo, ha chiuso l’argomento: “Qualcuno è in campagna elettorale, ma il vostro servitore non lo è”. Tuttavia, ha aggiunto, “non ho mai pensato che in 5 anni si potesse fare tutto”. Spera, ha sottolineato, di “vedere il Paese in una prospettiva di 10 anni”.

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