L’addio di Angela Merkel dopo 16 anni di “regno”, ringrazia per la fiducia ricevuta

“Oggi provo innanzitutto gratitudine e umiltà di fronte all’incarico che così a lungo ho tenuto”. Lo ha detto Angela Merkel alla cerimonia di congedo da cancelliera, lo Zapfenstreich, in corso a Berlino al ministero della Difesa. Merkel ha spiegato di essere “grata per la fiducia ricevuta”, perché la “fiducia è il più grande capitale in politica”. I tedeschi l’hanno scelta per guidarli, e lei ha condotto 80 milioni di tedeschi per 16 anni con competenza, abilità, dedizione e sincerità. Durante questi diciotto anni di leadership nel suo paese.

Sedici lunghi anni alla guida della Germania e Angela Merkel saluta i suoi concittadini con un messaggio chiaro: “Vorrei incoraggiare a guardare sempre il mondo con gli occhi degli altri“. A succederle ora sarà Olaf Scholz. Ma quello di Angela è un addio difficile, in un momento in cui nel Paese il Covid ha ripreso la sua corsa, alimentato dalla variante Omicron, e si va verso un lockdown per non vaccinati. Nel corso della giornata la cancelliera uscente aveva voluto ribadire la “situazione” della pandemia “è seria e il carico delle strutture sanitarie è in parte già ai limiti”. Auguro alla futura coalizione, guidata da Olaf Scholz “tutto il meglio, il meglio della fortuna e molto successo” ha aggiunto Merkel durante la cerimonia di saluto alle forze armate, cui era presente Scholz, che la settimana prossima le succederà alla guida del governo federale della Germania.

I miei 16 anni da cancelliera sono stati pieni di eventi e di sfide. Mi hanno messa alla prova sia come cancelliera che come essere umano. allo stesso tempo mi hanno dato un senso di appagamento”, ha detto Merkel. La cancelliera ha ricordato i difficili momenti della crisi finanziaria ed economica nel 2008 e di quella dei migranti nel 2015, che hanno chiarito “quanto le istituzioni e gli strumenti internazionali siano indispensabili per poter affrontare le grandi sfide del nostro tempo, cambiamenti climatici, digitalizzazione e migrazioni”.

E infine ha ricordato che “la nostra democrazia vive anche del fatto che trova il suo limite là dove odio e violenza vengono considerati legittimi mezzi di imporre i propri interessi”.

La Bundeswehr ha salutato la cancelliera con la “Grosse Zapfenstreich”, maggior onore militare concesso alle autorità civili, le cui origini risalgono al XVI secolo. La cerimonia, stasera con un numero ristretto di ospiti causa covid, si svolge sempre dopo il tramonto, con una sfilata al lume delle torce e diversi brani musicali, fra cui l’inno nazionale. Alcuni dei brani sono stati scelti personalmente da Merkel: un inno religioso, “Grosser Gott, wir loben Dich” (Gran Dio, noi ti lodiamo), così come la canzone del 1992 “Fur mich soll’s rote Rosen regnen” (Piovano rose rosse per me) di Hildegard Knef.

Ma la cancelliera ha scelto anche le note di una canzone punk: “Du hast den Farbfilm vergessen” (Hai dimenticato la pellicola a colori), un brano di Nina Hagen che nel 1974 ebbe grande successo in Germania est, dove allora viveva una giovane Angela Merkel ventenne.

Finisce così la lunga gestione della Germania e dell’Europa da parte di Angela Merkel, una donna, una politica che ha segnato pesantemente con la sua azione e la sua determinante influenza le vicende dell’Europa e del mondo negli ultimi 15 anni.

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