G20 romano: un vertice con luci ed ombre, nonostante l’entusiasmo di Draghi

Commentando la dichiarazione finale dei leader del G20 di Roma il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha parlato di un successo e di un risultato di cui essere orgogliosi. Per il premier sono state gettati le basi per una ripresa piu’ equa e ha rilanciato sull’importanza multilateralismo.
L’ottimismo di Draghi è stato condiviso ovviamente da tutti gli altri leader che vedono nella cooperazione un ruolo cruciale nella ricerca di soluzioni condivise ed efficacianche per rafforzare ulteriormente la risposta comune alla pandemia.
Ma ci sono state anche dichiarazioni contrarie, che hanno visto nelle conclusioni del vertice un piccolo passo in avanti, ma un sostanziale insuccesso. Tale la posizione del segretario Generale dell’Onu e dei movimenti ambientalisti, oltre, naturalmente, a quella di Giorgia Meloni, che apprezza gli sforzi di Draghi, ma giudica insoddisfacenti i risultati.
Ecco una carrellata significativa dei giudizi espressi alla fine del vertice romano:
BIDEN – Voglio ringraziare italiani per il G20, per l’ospitalità, congratularmi con il primo ministro Draghi, ha fatto un gran bel lavoro nel presiedere il G20 in un anno difficile segnato da grandi sfide globali. Il vertice si è concentrato sui problemi della ripresa globale oltre che su quelli della crisi climatica. Credo che abbia ottenuto risultati tangibili su queste questioni, in parte grazie all’impegno che gli Stati Uniti hanno portato al tavolo.
MACRON – Uno dei risultati più importanti di questo G20 è la conferma dell’accordo ottenuto dai ministri delle Finanze sulla global corporate tax. E’ un risultato storico che permette una tassazione giusta sulle multinazionali e sui colossi del digitali che era molto atteso dai nostri cittadini. Ringrazio l’Italia per la sua accoglienza, per questo vertice. Ringrazio Mario Draghi che ha presieduto i nostri lavori e per la sua efficacia e la sua perfetta organizzazione.
JOHNSON – Ciò che la presidenza italiana ha indiscutibilmente fatto è un lavoro superbo, un lavoro veramente superbo organizzando il vertice, tenendo il focus sulle grandi questioni che abbiamo davanti e cercando di fare impegnare e far fare progressi.
Fin qui le voci positive, ma ecco i pareri negativi o parzialmente negativi:
MELONI – Dispiace che non si sia giunti in sede di G20 a un impegno unitario per garantire il rispetto dei diritti di donne e minoranze nell’Afghanistan finito in mano ai talebani. L’atteggiamento costruttivo tra le potenze partecipanti non era però scontato e di questo va dato merito alle doti diplomatiche del premier Mario Draghi.
LEGAMBIENTE – Delusi dall’esito del G20 di Roma perché si stanno rivendicando cose che erano già scritte, già decise nei lavori degli ani precedenti. Sostanzialmente il G20 sul clima ha scoperto l’acqua calda. Così all’AdnKronos il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.
WWF . Il G20 segna progressi limitati per il clima. Ora i leader devono cambiare passo a Glasgow per limitare il riscaldamento globale a 1,5° c. E’ questo il commento del Wwf secondo cui il vertice di Roma manda alcuni segnali importanti, ma è necessario fare molto di più per colmare i divari di ambizione su clima e natura. Ci aspettavamo molto di più dai paesi del G20, responsabili del 78% delle emissioni globali di gas serra, dichiara Manuel Pulgar-Vidal, responsabile Clima ed Energia del Wwf Internazionale e presidente della Cop20.
OXFAM – Un G20 privo di ambizione e incapace di offrire un piano d’azione concreto. Questo vertice avrebbe dovuto dare risposte efficaci, innovative ed eque a un mondo che faticosamente si avvia verso la fase post-pandemica, ma i leader non sono stati all’altezza delle sfide epocali in corso. Ad affermarlo è Jörn Kalinski, Senior Advisor di Oxfam.
GUTERRES ONU . Mentre accolgo con favore la conferma degli impegni del G20 per soluzione globali, lascio Roma con le mie speranze disattese, ma almeno non sono state sepolte. Così su twitter il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: Avanti con la Cop26 a Glasgow per mantenere vivo l’obiettivo di 1.5 gradi e attuare le promesse sul finanziamento e l’adattamento per la popolazione e il pianeta.
Come si può notare il giudizio globale sul G20 italiano presenta luci e ombre. Entusiasti, ovviamente, i principali protagonisti, a cominciare da Draghi, ma critici coloro che, interessati parimenti, se non più dei grandi, al progresso delle questioni discusse, hanno rilevato, con grande rammarico, che sostanzialmente si sono fatti pochi passi in avanti.
Riteniamo quiondi che il nostro premier, valutate tutte le dichiarazioni citate, almeno nel suo intimo possa fare una parziale marcia indietro. Ma adesso la palla passa alla Gran Bretagna, alla Cop26 di Glasgow. Vedremo cosa riuscirà a fare il premier Boris Johnson, al quale comunque auguriamo una buona riuscita del vertice, nell’interesse della Terra.

PAOLO PADOIN

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